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Dialogo Qaurto. 159
di sale artnoniaco * o di tartaro spolverizzato red in fine tuffarla dentro uri crogiudo di serro,diciotto dita profondo, il qual sia ripieno di sta-gno fuso. Allora quella lamiera non è pisi ferroma latta.
Quanto all’uso, che si suol fare còrnu^etìien-te della latta, non islarò a ragionar vene; poichéne avete una sufficiente contezza. Vanghiamoa gli altri metalli.
Cav. Mi son trovan pisi volte a sentir ragio-nare della natura de’metalli ( a ) da diversi viag-giatori. Ecco le notizie, che da’medesimi horicavate. L’oro, o si trova sotto terra nelleminiere, o tra le arene di alcuni fiumi. L*uno e l' altro è apparentemente d’una stessanatura. Quello, che si trova tra la sabbiade i detti fiumi, vi vien portato probabi-lissimamente dalla corrente dell’acqUa, che,in passando per le miniere, ne distacca de’granellin!, o scagliette, e lesttascinacon es-so seco. Questi graneilini o scagliette si se-parano dalla sabbia , o dalla melma de’ fiu-mi , prima per mezzo di pisi lavande, e poia forza d’argencò vivo. L’argento vivo è unminerale di color bianco, oltre misura pe-sante ; il qual si trova sotterra, ora liquido, edora amalgamato, cioè a dire unito con solfo, econterrà, nel qual caso è un corpo duro, che
chis-sà) Ved. Il Btf cheto , e !o Stahlio-, ma sopratutto Giorgio Agricola , 11 cui trattato de’ soffili,e de* metalli ( ancorché questo autore abbia scrit-to più di dugent’anni sa ) supera, s\ nell’elocu-zione, conte nell’esattezza, e nell’abbondanza de’lumi tutti i suoi successori.