Band 
Tomo sesto.
Seite
163
JPEG-Download
 

Dialogo Quarto. i6j

ìp fusione coli’oro, sublima , e fa sfumare«igni altro metallo , che vi sia tramischia-to. Ma gli assillatoci, se mai si servono diquelli due dissolventi , procedono con unasomma circospezione : conciossiachè F anti-monio , ed il soli maro , son tanto pregnidi parti venefiche e corrosive, che il fum-ino solo è capace d’ avvelenar F operante ,se non si va, come suol dirsi j col calzar delpiombo. Per ciò adoperan più volentieri Facqua forte.

L’acqua forte è un liquore composto di spi-riti di nitro , e di vitriuolo * cavati a forzadi fuoco. Forse che il vitriuolo non ferve adaltro, che à distaccare le parti acide del nitrodalla lor nicchia ; onde alcuni v’ aggiungonodello spirito d’arsenico « Que lì' acqua ha virtùdi difciorrel’argento j il rame , e gli altri me-talli, qual più adagio, e qual più presto: manon già Foro. Ella non l’altera in conto alcu-no , ma lo lascia nel primiero suo stato. La so-la acqua regia ^ dove si sia fatto distemperare osalgemma, o sale armoniaco , ha virtù di di-scioglierl’oro. Ella .è fornita di spiriti sì sottili,cheto penetrano, e lo ricercano per tutti i ver-si ; laddove in trapassando pe’larghi meati sidell’ argento, come degli altri metalli, non nescompongon la massa, nè vi cagionano altera-zione veruna. Contuttociò s’adopera comune-mente più tosto Facquaforte, poiché, succhian-do tutti i metalli, che son mescolati coll’oro,e non toccando Foro, vel lascia puro , ed intat-to. Per la qual cosa, quando si vuol raffinare unpezzo d’oro. fi mette a fondere nel crogiuolo,(eh’è un vaso di terracotta in forma di cono SL Ti ò di

Raffili i -mentodeli' oroper mez-zo dell’acquafòrte .

L’ acquaRegia .