Band 
Tomo sesto.
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l§2

Le Miniere

Largen

to.

alle manifatture delloro buono. Si passa la det-ta verga per le medesime trafile, e si riduce j-stessamente alla sottigliezza dun capello, sap-piana nella medesima forma per ridurla in unapicciola lama : e poi savvolge questa lametta,non già sur un fil di seta ( il che la legge proi-bisce ) ma sur un filo di refe, affinchè il coni-pratore non resti deluso, e non prenda largen-to falso per buono.

Cav. Gli altri metalli si posson eglin tirarecosì sottili come loro ?

Prior. Come foro , nissuno . Largento sipuò ancor egli ridurre ad una sottigliezza ecces-siva; ma non mai quanto Toro. Il rame, lostagno, ed il piombo sassottigliano manco af-fai dellargento-

Cav. V ha egli nissuna particolarità, che siadegna d'osservazione intorno allorigine deglialtri metalli ?

{a) Plinio, dove parla delle miniere dellargento, ci attesta, che questo metallo non hasotto terra verun splendore, e che non fa dibella mostra. E'vero, eh 1 egli si trova sovente

nelle marcaffite rosse, e mavì, e talvolta in una

certa spezie di minerale, che chiamasi volgar-mente piombaggine, donde P uomo colla suaindustria, e sperienza ha imparato a cavarlo.Ma nelle miniere del Perù, e in parecchie al-tre dAmerica, e dAllemagna si trova benis-simo tutto brillante, e la sua vena si fa chia-ramente distinguere tra gli altri fossili, che re-:gnan per entro le lame delle rocche. Trovasi

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(s) Nulla sui spe nascitur, nullis ut in auro lu* «!cendbljs/diuiljjs. V.Savari, e Giorgio Agricola.

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