j§4 Le Miniere
miniere, più che altrove, si trova sovente deh <3la marcassna, eh’è una spezie di mezzo mi* »iterale, partecipante della natura della pietra, we del metallo, e eh* è composi a dilunghi fili, ioiordinariamente dispósti alla maniera de’razzi fad’una sfera, i quali vanno a riunirsi in un me- lilde si mo punto. Or donde mai può procedere triuna sì fatta disposizione? Ecco, s’io non m’ fainganno, come fi formano queste maniere di iopietre, delle quali mi fono a bella posta aste- wliuto dal .ragionarvi , prima d’avet messa iu «icampo la materia de’metalli. Supponghiamo, leche un grumoletto di terra misto di panice!- telle di ferro, o di rame si trovi inondato da un’ roacqua , che sia passata per qualche vena di «vitriuolo , e che abbia rasentato e strascina- treto con esso seco un poco d’argènto* Gli aci- riidi di quest’acqua ^insinueranno con facili- untà ne’meati del ferro, e del rame, e lo licer- locherânno per tutto . Una particeìlâ di sale taacido farà seguita da un’altra, te più lonta-ne si riuniranno sulla medesima linea verso il lacentro ; e tutte diverranno quasi altrettanti ri- «volerti , che andranno a sboccare concorde-mente in uno stesso piliere* Questi acidi, nel uportarsi alla volta del centro , nel quale re- nstano tutti quanti assorbiti , abbandoneran- {fio le particelle dell’argento , cui sosteneva- dno, e queste, restando in asso, si troveran- ino regolarmente disposte lungo le tracce la- tsciate dagli acidi, nello scorrere, emenderan- lno queste tracce vergolate d’argento. £d ec- ,co i filetti, che partono a guisa di tanti rag- igi dalla superficie della massa, e vanno sten- tdendosi , e riunendosi alla volta del centro. i
Quan-