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ni, e sì la nostra fantasia, che a prima giuntasi sbigottisce a dover ripescare una moltitudi-ne innumerabile di nomi diversi , apprendesenzafatica in una raccolta ordinata di meda-glie la serie de’ Consoli, degl’ Imperadori, ede’Regi, co'loro nomi, co’loro lineamenti,e colle lor gesta , in quella guisa appunto, chenel girare sovente per un gran Cittadone, ven-ghiamo a raffigurare sordine delle strade, ilcarattere degli abitanti, il lor nome, ed i lo-ro mestieri. Ma lo studio delle medaglie è co-me lo studio delle matematiche, e delle lin-gue. Le cognizioni, che quivi s’acquistano,fon per sè steste di poco utile, qualora non siandirette ad un fine pisi riguardevole . A cheferve geometrizzare sur una carta, se la per-sona non vuol risolversi a misurare il terreno?A che vale la lingua Ebraica per chi non vuolestudiare la Bibbiafacra ? Che giova finalmen-te adunar la serie delle medaglie , senza indi-rizzarla allo studio della storia ; Ciò certamen-te sarebbe un accumulare ogni sorta di chia-vi , ed ingrossarne ogni di il mazzo , senzavolere aprir nulla , nè entrare in verun luo-go»
Le sta- Ma la natura del bronzo serve eziandio adtue di illustrare con più chiarezza gli Eroi, eadeter*bronzo, nare l’immagini de’ Monarchi, che dalla mor-te ci son rubati, L’arte di gettare! metalli èpervenuta a ricavare da un solo pezzo di bron-zo de'colossi, e delle statue a cavallo di figuragigantesca, la cui magnificenza è in qualcheI canno- modo proporzionata alla grandiosità delleni,mor- piazze, dove si soglion drizzare.taj , ec. Aggiugnendosi al bronzo una mediocre dose
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