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Diaiogo Quarto. 19-5
brcv’ ora un’ infinità ci’ esemplari d’un medesi-mo libro, ed i quali successivamente scompo-sti, e distribuiti nelle sue cassettine , servonoad imprimere nuovi libri , diversi da’prece-denti : invenzione per noi fortunata, men-tre ci pone sotto degli occhi tutto ciò , che inostri antenati han pensato su ciascheduna ma-teria .
Ora , che avete intesa in succinto la naturadi tutti i metalli, ed il vario uso, che de’me-desimi si può fare , qual vi par, che sia quel-lo , di cui debba farsi più capitale ?
Cav. Chi non lo vede? Dall’oro agli altri 'metalli passa altrettanta differenza , quantadal Sole alle tenebre .
Prior. Io non intendo di togliere ali’oro ve-runa di quelle lodi, che già li ho date. Egli èindubitatamente il più perfetto di tutti i me-talli. Non voglio nemmen ritrattare quantopoc’ anzi vi ho detto in commendazione deglialtri. Ciascuno è fornico di qualche preroga-tiva particolare , che il rende pregevole . Ma ^il ferro , eh’è il piòvile, il più rozzo , il più 1pieno di lega,il più fosco di colore,il più sogget-to adarrugìnirli dì tutti,il ferro , dico, è real-mente'il più utile di quanti ne sono. Egli hauna qualità , che val perse fola' ad esaltarlo so-pra ciascuno de’ precedenti. Egli è il più duro , Come sie’i più tenace di tutti: e se si tuffi, quando è temperirovente, nel!’ acqua fredda, acquista ancora uf« rro -maggior durezza, e diviene più efficace , epiù attivo , e men soggetto ad arruginirsi .
A cagione dì questa sua gran durezza , e diquesta sua resistenza agli sforzi più poderosi ,vien prescelto comunemente da tutti per di-N 2 senso-