Band 
Tomo sesto.
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igó Le Miniere.

sensore de’ nostri alberghi, e per custode de’nostri tesori. Collegando inseparabilmente illegname alle pietre, ripara la persona dagl’ in-sulti de’venti, e difende la roba dalle persecu-zioni de’ ladri. L’oro, e le gemme non sareb-bono altramente sicure ne’nostri alberghi, senon venister guardate dai ferro. Egli sommi-nistra a’naviganti , a’ carradori, agli oriuo-laj, e a tutti i profeslori dell’arti meccaniche eliberali gli ordigni necessari, per disfare, perfabbricare, per tagliare, per fornire, per li-mare, per piallare, e per dir tutto in una paro-la, per fornirci di tutti i comodi, che si desi-derano in questa vita. A che varrebbe il trovarToro, l’argento, egli altri metalli nelle mi-niere, se non avessimo il ferro per lavorarli?Chi volesse prevalersi dell’uno per assestar lalitro, si ripiegherebbono entrambe , nè s’otter-rebbel’intento. Il serro sì, che li predominatutti quanti, e li soggetta al suo volere, senzamai indebolirsi. Di tanti e tanti alimenti, ditanti mobili, e di tante macchine accomodateal nostro servigio, non ve n’ha forse men una,la quale non riconosca dal ferro la forma, percui si trova disposta a servirci. Il che essendocosì, fi può dire con verità , che gli altri me-talli ci apportano del grand’utilema che delferro ne abbiamo un’eslrema necessità,

Cav. In sentire, che gli abitanti del nuo-vo mondo danno a’noslri viaggiatori unacopiosa quantità d'oro in baratto d’una fal-ce, d'una vanga, d’un beccastrino, odi qual-che altro arnese di ferro, li teneva una voltaper molto mammalucchi, considerando, chesi privavano d’un metallo, che costa tanto, per

acqui-

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