io 6 V Uso Dello Spettacolo
ricchezze, che a riflettere ali’uso, che dellemedesime si vuol fare . I nostri aelloquj lì sonaggirati principalmente intorno alla descrizio-ne degl’innutnerabili benesizj, che Iddio hasparsi sopra di noi/ e poco, o quali nulla s’èdetto dell' intenzione, che ha avuta nel com-partirceli. Vaglia la verità, non mi pentod'aver tenuto un tal metodo; anzi, quanto piùvi rifletto, tanto il ravvilo più ragionevole.L’ autore della natura non vuol mostrarsi a’mortali a faccia scoperta : ma versando sopradi loro un diluvio di grazie , gì’ invita a riguar-dare incessantemente la mano, onde piovono.Non è adunque contro 1‘ intenzione di Dio,nècontro il buon ordine, il dare in prima un’ oc-chiata alle nostre ricchezze,
(a) Pe- (a) Che sonscala al fattor , chi beni' estima ,Irarc - o per poi rivolgersi a ringraziare la mano, che cecanz. 4 8 -] e dona. Ma, sei’aspetto di tanti e tanti be-nefizi non ci guida a colui, che n’è fautore,ci facciamo rei d’una vituperevole indifferen-za, o d'una distrazione poco meno peccami-nosa deH’enormìlfiino vizio dell’ingratitudi-ne. Compiamo adunque l’opera incomincia-ta : e giacché abbiam rimirato il vago spettaco-lo della natura/ occupiamoci a contemplarepiù da vicino l’intenzione del comun padre, ecreatore dell’uni verso , il quale l’ha correda-ta di tanti tesori, e di tante bellezze.
Se un Americano comprasse un orologio datasca, e dopo avere diligentemente osservatitutti i suoi moti, sofie arrivato a comprende-re la struttura de’rocchetti, e delle ruote, ela concatenazione di tutti gii ordigni, che locompongono , senza conoscere ancora , nè la
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