,a Della Natura. J07
iijj| divisione del tempo, nè Tufo, eh’ei ne dee«pjîi fare, non sarebb’ egli più allo scuro in ordineadcfcš questa piccola macchinetta di quel che fosse unl'ii; Europeo, il quale se ne servisse ogni giorno perm|:- saper l’ore, senz’averne esaminatala cessitu-rieIi» ra ? Or così appunto avvien di coloro , chelìp profondandosi di giorno in giorno nella cogni»ìîìe; zinne della storia naturale, tralascian di esa«à minare quel fine, che Iddio si è proposto nelsii; crear la natura. Questo filosofo sarebbe menijjt, virtuoso d’un uomo affatto idiota, ma peròaitg giudizioso , il quale, senza avere curiosamenete studiatala combinazione delle parti dell’u-à niverso , adorasse inceflantemente la mano,nt >, che fa muovere per amor suo questa macchinamaravigliosa, e che spande ad ognora sopra diessa le sue celesti benedizioni. Non basta dun-jj .;.' que aver raccolte le rarità, che si generano int ,!g tutt’ e quattro le parti del mondo ; non basta sa-per il novero delle stelle , nòie periodrche re-j r ,î;, votazioni de’pianeri, nè il tempo preciso delritorno delle comete : non basta avere col pro-E prio acume notomizzati gì’insetti, nèscruti-nata l’essenza degli elementi medesimi. Conjjjg, tutte queste cognizioni , e sperienze, e conmill’altre in apprestò, si può estere nondime-no profondamente ignoranti. Questa gran mac-china dell’uni verso , che noi chiamiamo na-Q* tura, è un orologio dismisurato e stragrande,
■ le di cui molle continuamente lavorano perV' tutt'altro fine, che per mostrarci quel tantoche il puro filosofo vi ravvisa. Questi trapassala sua vita a speculare la simmetria delle sueS ’f molle, senza passare più avanci, a guisa del'Q sopratnmentorato Americano. Si studia d’in-‘h l dovi-