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Deila Natura'. 21 î
stan colassi in alto quali sospesi , ed immo-bili.- e noti trovando alcun vento, che colsuo soffio benigno li disperga per ogni par-te, cessano di refrigerar le campagne, egliabitanti delle medesime . Si bruciano ser-be, s'inaridiscono i frutti , muoiono gli a-nimali , languiscono pel soverchio alidoregli uomini stessi; e lo spettacolo della natu-ra diventa uno spettacolo il più lugubre ,che mai dir li possa.
Ma via, supponghiamo , che in vece delvento ( giacché il vento è un capitale trop-po importante e troppo bisognevole per mil-le capi)sia reciso dai corpo della naturamialtro membro, meno importante, o del qua-le ci paia che far si possa men caso . Le-viamole, per modo d’esempio, l’argilla.-Chemai sarà! Ne seguirà subitamente un disor-dine, niente minore del precedente. Perdu-ta sargilla, eccoci rollo sforniti d'unaPra-teria , che appresta il servizio della tavola,e della cucina a più di due terzi del gene-re umano : e questo male , che non è pic-colo, verrà accompagnato da un altro di lun-ga mano maggiore. Non avremo allora piùpozzi, non fontane, non fiumi: e se i va-pori , e le piogge proseguiranno tuttavia acircolare, la loro circolazione riuscirà affat-to inutile. I vapori condensatisi in nuvole,e risolutisi in acqua raderanno sopra la ter-ra , e trapassando giù per le arene , senzatrovare al di sotto alcun letto di creta te-nace, che arresti la lor tendenza verso delcentro, discenderanno nel cupo abisso dellemontagne, e delle pianure, penetreranno nelso
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