210 L’USO DELLO SPETTACOLO
di quante dimostrazioni speculative si tro jvano.
î princi- L’unità del Creatore si manifesta visibilmen-oj della te a gii occhi dell’ uomo, per l’unione, che egliJteligio- ravvisa nelle parti della natura, le quali com-viYafi V " pongono concordemente un sol tutto. Si scuo-tilo pre altresì peri 1 unità del fine, a cui le parti dispetraco-questo tutto fono dirette; e ci fi mostrafìnal-lo della mente ad evidenza, per F uniformità de’mez-natura. z \ ? p er cu i (i conservano.
L’ unità Dove che noi volghiamo gli sguardi, ci si pre-di Dio senta ali’aspetto, o un qualche semplice ele-confer- mento, o un qualche corpo composto, ilqualtnatadal produce un effetto, tutto diverso da quel dell'tenazìo*" a ^ tr0 • Ciò, che i! fuoco ha allumato * F acquane di tue-1° ^P e 3 ne 5 ciò, che un vento ha gelato mi al-te le par tro il riscalda ; eciò, che il Sole ha seccato, lati della pioggia F inumidisce, Ma tutte queste opera-natura, zioni, emill’altre, avvegnaché in apparenzaordinare (- 0S j contrarie, concorron però unitamente areurTsoî Armare un sol tutto. Duna supplisce, orime-turto. dia al difetto dell’alrra : e tutte insieme contri-buiscono con tanta efficacia alla sostentazionedi questo corpo, che la diffalta d’un membro so-lo è capace di rovinare tutta la macchina, odisconcertarne la simmetria. E che sia la verità:figuriamoci, che sia sottratta dalla natura unadelle sue parti, a primo aspetto manco essenzia-le dì tutte, esempigrazia il moto delFaria,cheda noi chiamasi vento. Ecco disfatto il comer-em, ed ecco tutta la natura in disordine. Il ma-re non èpiù navigabile: ein van sospettano lerimesse, che prima ci venivano da'cli mi stranie-ri. Dal!’ altra parte F vapori, che Faria, e ilcaldo venian sollevando dalla marina , re-stan-
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