Della Natura. 113
trii d’avervi abbastanza provato, che l'uomoera lo scopo , ed il centro di tutte le parti delladatura. Vi feci vedere, che tolto l'uomo dalmondo, tutto il più belio di esso mondo nontenderebbe ad alcun fine. Ne’nostri successivitrattenimenti v'ho pur anche mostrato, chetutte quelle ricchezze, e tesori, che compa-riscono sull’esterior della terra, e che fi celanonel di lei seno, sono altrettante provvisioni de-stinate, e riserbate apposta per lui. Or questadestinazione, e questa unanime propensione,che si ravvisa per tutto, è una riprova mol-to efficace dell’ unità del medesimo benefat-tore.
Una tal verità è statâ talor controversa'daCerti poeti buffoni, e da cert’altri cervelli dipoca leva, più sciocchi ancora, e più stolti de-gli stessi Poeti. Io non intendo di confutaseleloro insane querele, ed i loro scherni, forse piùdegni di riso, che di confutazione. Se Iddionon s’ha potuta cattivare la lor volontà col-la piena delle sue grazie , non mette con-io perder il tempo a guadagnare il loro'in-telletto per mezzo delle ragioni - L’ identi-tà dell’intenzione, che si ravvisa in tutti isuoi benefizj , è uh argomento assai chiarodel unità del benefattore,
Nè questa unità in verun modo vacilla ( co-me taluni han falsamente creduto) per lo si-stema da certi ingegni ideato della pluralità de’mondi. Quand’anche fosse vero, come pre-tendono i partigiani di questo nuovo siste-ma, che i Pianeti sosterò âltretante terre il-luminate da un proprio Sole , e popolate da al-tri abitanti particolari, o che le stelle fossero al*O 3 tret-