Della Natura. 223
che difende il picciol germe dall’aria utni-da. Tutte finalmente, o quasi tutte , quan-do gli stipiti, i rami, od i frutti, non hanpiù bisogno del lor soccorso, fi seccano.
Il seme altresì, che è quel, che perpetuatutte le piante, porta da per tutto un’ im-pronta, per cui vi si riconosce la mano durimedesimo artefice . E quantunque non possanegarsi , che alcune spezie di piante porti-no le lor pagliuzze, 0 filetti, colle lor pol-veri granellose sur uno stelo , ed i piuoli ,dove risiedono i semi sur un altro e chediverse abbiano le lor pagliuzze , e il sac-chetto delle semenze sur un medesimo gam-bo, ma in differente sito: e che finalmentenella più parte le pagliuzze sian situate pres-soi piuoli delle semenze: contuttociò si puòdire , che una si fatta diversità stirivi dalladispotica libertà, e dalla fecondità delle mired’un medesimo autore , ma non già dalla multi-plicità degli artefici. Concioffîachèin tutte lepiante vedenti a spuntare da quel medesimosito, dove contengonsi le temenze, ora del-le setole, ora degl’imbuti, ed orade’siocchiproporzionati a ricevere e ritenere le pol-veri granellose , che vi caggiono dalla sommitàdelle prosate pagliuzze, allorché s’apronolelor borsette, oche vi si lancian con impeto aguisa d'un picco! fummo, allorché le medesi-me scoppiano, o crepano. I, filosofi han lun-go tempo sofisticato , e tuttavia van facen-do castelli in aria per apporsi : ma non han maiindovinato , come queste polveri granellosepossan contribuire alla fecondità delle pian-te , Queste polveri misteriose , rimirate col
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