Della Natura 225
re, quai piùd’ogni altro sra’suoi attributi fa disè mostra nelle medesime ? Forse Fonnipoten-izì Forse la sapienza? Forse la libertà ? Forse labontà ? Tutte queste doti vi li vedono campeg-giare del pari ; e Fa spetto della natura ce le di-mostra infinite,come infinito degli sidso.Dall’unghia (come suol dirsi proverbialmente; fi co-nosce il leene. Vediamo adunque daunasol’o-pera quanto sia grande la sua potenza . L , onn j_
Diamo una semplice occhiata alle sfere ce- potenza"sesti. Parte risplendono d una luce non sua , di Diocome la luna, e i pianeti, e parte scintillano compro-d’una luce lor propria, cornei! Sole, e leste!- vatase. Il Sole, e le stelle postoti bene occultarsia’nostri occhi, ma non cessar di risplendere. Laluna, con interporsi tra la terra ed il Sole, può i a natu .rubarci per un momento l’aspetto di questo bel- ra Glil’astro, ma non estinguerlo. La luce del Sole altri. Ipuò bene per la sua respettiva vicinanza adora- -
brare le stelle, ma non ispegneredfsero lume.Il jc ecc 1 'Sole e le stelle sono altrettanti globi di fuoco ,uguali forse in grandezza, e corredati sicura-mente di pari lume. Se se stelle, non ottantela loro stramisurata distanza rispetto a noi,pur ci si lasciano, allorché il Sol non se appan-na, apertamente vedere , segno è , che laloro grandezza non è minore di quella delSole : e se ci compariscono sì minute , ciòdiriva dalla loro esorbitante lontananza , enon dalla lor positiva picciosezza . Le stel-le adunque sono altrettanti Soli, tenuti danoi discosti per un intervallo inesplicabile,per difenderci da’selo ardori, senza privar-ci della lor luce . Posta una tal verità ,che non si può controvertere ; una delleTomo VI, P due