zzò L’ Uso dello Spettacolo
due convien dire •• cioè, o che questi Soli sia»no stati fatti unicamente per noi, o che si tro-vino al mondo altre creature ragionevoli, co-me noi, le quali partecipino della lor luce. Sequeste stelle «splendono lassù alto unicamenteper noi , chi non ravvisa in questa stessa dispo-sizione l’onnipotente magnificenza del nostroeterno creatore, il quale ha appese alla granvolta de’ Cieli tante ìampadi luminose perabbellire di notte tempo la nostra stanza,senza turbare coll’ eccessiva vivezza dellalor luce la nostra quiete ? Ma s’ elle fonoaltrettanti Soli destinati ad illuminare neitempo stesso, che adornano il nostro globoterrestre, altri mondi,- se queir albedine ,che si ravvisa nel Cielo , e che si chiamaLa via da’nostri Astronomi via lattea * rimirata collattea, telescopio, non è altro) che un gruppo distelle , o di Soli , vie più discosti da noi ,chi non ammira nella loro innumerabilemoltitudine s onnipotente mano di Dio ,che ha seminati d’intorno a questa via tan-ti mondi, quante sono le arene, ch’egli hadisperse su per le rive del mare?
Ma la potenza del nostro Dio non fi tro-va mai nelle sue opere separata dalla sa-pienza . Per tutto camminano di pari pas-so ; e dovunque si vedono delle gran for-ze, quivi sempre si trova un freno, cheleta nello modifica.
spetta- Queste smisuratistîme sfere, che noi veg-colodeL giamo aggirarsi in tanti modi diversi d’in-torno a noi , fono macchine si poderose ,che un minimo loro urto sarebbe capacedi mettere tutto il nostro globo in scon-quasso .
La sapienzadi Dioravvisa
la natu-ra