Band 
Tomo sesto.
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2zS L‘Uso dello Spettacolo

ci fa vedere, che né il caso, nèlo sconcerto 1)8

della natura vi ha luogo, ma bensì la sapien- O

za, e il disegno di Dio. Ma questo disegno èun nuovo argomento di sua bontà, mentre egli ””tende a ricreare i nostri occhi. Si sarebbe po- S®tuto credere, che l’unico fine de’fiori fosse di Vgenerarle semenze, e di mulciplicare te pian- V&te. Ma troppo chiaro fi vede esser egli desti-nati ad abbellire ad un’ ora la nostra stanzacolla simmetria della loro struttura , e colla âvaghezza de' lor colori : tanto più che molti frfe molti di loro nascono , e fi multiplicano àlregolarmente, senz’avere altro merito, cheuna bella mostra, L'immensa bo•.cà di Dio, |ipa guisa d’una tenera madre , si compiace di ® [acontentare in tutto e per tutto i can suoi par-goletti, non disdegnando di scherzare, senz’ Spiavvilirsi, con esso loro, e di contribuire a tut- àti i loro trastulli. w®

La bontà La sua amorosa benevolenza scioglie ancora wdi Dio si un’altro nodo, che può parer più intrigato. M

ravvisa Imperciocché, come può mai accordarti colla t®

altresì in gj u (j| z j a di Dio la creazione di certi ammali, tali

creti che c ^ e f° n destinati al macello ? Ognun consente P

compari.esser necessario ammazzarli. Se il loro nume- Psconpiù rosimulciplicasse, e se fi lasciasserviverelun- tfeingiusti, go tempo, la terra di verrebbe inabitabile. Ma ®esempi- c he bisogno v’ era di crearli, se si dovevano in î®S r ?, zia breve ammazzare? îîî

«sistole" Chi fi lamenta di questa disposizione, fi la- mich’egli ci menta del proprio bene, e a chi par duro, chedà d’am- Iddio abbia creati degli animali atti a nutrirci, io

mazzare e a vestirci, deve altresì parer duro, ch’egli lt

e . abbia provveduto a’nostri bisogni. Il bue non tk

animali.^ sólamente un nutrimento sostanzioso, ma ti

. un