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Tomo sesto.
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247
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Della Natura 247

Dio, o che rattribuiscono unicamente al mo-to impresso fin da principio nella materia,permettiamo dico a costoro di formare a lortalento la terra in quella guisa, Che sembraloro più propria. Provvediamoli di materiain abbondanza, prestiamo a questa materia unmoto circolare, e durevole come a lor piace.Lasciamoli ancora ricorrere alle leggi del Car»testo, o a quelle del Neuton. La terra ( se-condo le loro idee ) è già beli’e fatta. Alaquesta terra è nuda nuda. Non vi ritrovonèpiante, nè animali. Per quante regole, eper quante combinazioni di moti mettan!! inopera, ella sarà sempre una massa inutile,ed un orrido deserto. Se vi germoglia un fild’ erba, se vi brancola un picciol verme,convien ricorrere al’alta mano di Dio, e con-fessare alla schietta, eh’ eli’ha formati a unper uno i lor organi, e per un atto spezialedi sua volontà hareli vegetabili questi corpi.Ma se il jnoto non può pi od urte gli anelli,nè le vene di questo verme, di quesl’erba,di questa pianta, perché vogliamo, eh’ egliabbia formata e disposta la terra in manieratale, che si sia resa abitabile? Sapeva egliforse proporzionare i differenti suoli della me-desima a’ bisogni degli abitanti. 3 Aveva eglicapacitàd'assestarvi una giusta dose d° aria, d’acqua, e di fuoco ? Poteva egli col suo giu-dizio situarla in una distanza aggiustata ris-petto al globo solare, sicché venisse utilmentescaldata da’suoi benefici raggi, ma non riarsa,o bruciata? Or se le piante, e gli abitanti diquesta ferravi sono stati introdotti per un pre-ciso e particolare decreto della sapienza divina,Q. 4 come