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Dilla Natura. 2557
nel corpo della terra ferma, sì nelle monta-gne, come nelle cave sotterranee , trovantiad ogni tratto de’suoli interi di conche mari-ne, parte di varie spezie, e parte d’una me-desima generazione, de’ denti di pesce , de'pesci interi, dell’uova di pesce impietrito, cdelle piantemaritime, pietrificate, o incor-porate dentro le pietre. In una parola non sivede altro , che spoglie, lasciate quivi ad ognipasso dal mare. Or chi può avervele dissemi-nate , se non un allagamento universale ?
Alcuni filosofi speculativi si son divisati didover ricorrere alle alluvioni, a’ vulcani, ead altri accidenti, di cui la Scoria Sacra nonfa verun motto. Mai fisici più credibili, cioèi muratori, i cavatori delle miniere , ed i viag-giatori oculati non sanno attribuire lospargi-mentodi tanti e tanti corpi marini sepolti adogni tratto sotterra, se non al disordine inter-venuto nella natura nell’universale diluvio.E mentre i dotti, piuttosto che adattarsi al sen-timento comune,fi vanno ideando diversi acci-denti particolari, che non concludon poi nul-la , gì’ idioti senza fare tanti arzigogoli, e tan-ti castelli in aria per apporsi, arguiscono natu-ralmente , e concordemente essere state questespoglie marine disperse per tutta quanta la ter-ra dall’ acque del diluvio, descrittoci nel pri-mo libro del Genesi dal Profeta Mosè.
Queste materie pietrificate, sebbene inuti-li in apparenza, sono in sostanza altrettantelingue loquaci , il cui linguaggio s’ intendedalle persone più rozze, e più idiote : e perdir tutto in una parola sono reliquie da Dio la-sciateci per memoria d’un caso il più memora-le/». VI. R bile,