Della Natura
207 \
lasciando l’altro perpetuamente gelato. Quin-di ebbono origine le costipazioni, le, rarefazio-ni, e iurte le scosse dell’aria . Quindi le furie de’venti, e degli scioni. Quindi le agitazioni dell'atmosfera; e quindi i turbini, le procelle, egli scuotimenti della terra. I venti s’inlimiaro-no tra Tacque dell’abisso, e tra le cateratte,
che
P rimirerebbe direttamente la faccia del Sole ,e 1 ’ altra metà gli volterebbe la schiena , e inconseguenza non lo vedrebbe. Per la qual cosa ,descrivendo ogni giorno un moto orbicidare d’intorno al suo asse , tutti gli abitatori della ter-ra goderebbono tutti i giorni dell’anno l’aspettodel Sole per dodici ore continue , e per altret-tanto intervallo ssrebbon privi della sua lu-ce ,
Ma posto, che Passe B della terra non sia per-pendicolare ( come in fatti egli non è ) al pìa-470 della sua orbita, e che la sua estremità , se-gnata colla lettera B , e situata sotto il tropicodel Capricorno , si trovi inclinata per ventitrégradi e mezzo verso il Nord , dove il Sole restaalla banda , P equatore D della terra si troveràventitré gradi e mezzo più basso della direzionediametrale del Sole : e in conseguenza il corposolare comparirà sotto il tropico del cancro infaccia in faccia ai punto E ventitré gradi e mez-zo più basso dell’equatore terrestre : e sì la ter-ra proseguendo in questa medesima guisa il suogiro d*intorno al Sole, prtlènteràsuccessivatnentetutti i suoi punti al globo solare in una posituraventitré gradi e mezzo più bassa del” equatore .Il perché sembrerà, che il Soie trapassi per tuttiquesti punti, e descriva il tropico del «nero.
La terra, proseguendo il ino cammino verso Pariete , verrà investita in qwalcheaun de’ suoipunti , che si trovane situati tra ’i tropico delcancro, e P equatore , direttamente dà’ raggi so-lari;