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Tomo sesto.
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270 L'Uso dello Spettacolo

Il Sole, ed i venti, della cui opera Iddio scie*gnato s'era prevalso per annegare la terra, ser-virono a Dio placato ci' efficacissimi mezzi perasciugarla. Sgombrò con essi la piena dell' ac-que, e restituì al nostro globo la sua primieriaridità. Parte ne sotterrò per entrale voragi-ni sotterranee , e parte ne sollevò j e ne disper-se

riamo presso 1 equatore , il nostro orizzonte cheabbraccia novanta gradi da una parte, ed altret-tanti dallaltra , va necessariamente a terminarenepoli, cioè nelle due estremità dell asse terre-stre , poiché queste due estremità sono novantagradi distanti dal piano dellequatore . Il cerchio jche il Sóle apparentemente descriverà sopra dinoi , sarà segato in due par # ti uguali dal nostroorizzonte; dimodoché il mireremo per dodici orec'oritinove, ed altre dodici ore staremo senza ve-derlo. A misura , che la terra sandrà innovan-do nel cammino della sua orbita annuale, ci par- di veder il Sole cangiato di sito , e eh ei de-scriva ogni giorno denuovi cerchi paralleli assegna-to re . Ma tutti questi cerchi, essendo perpendico-larmente piantati sul nostro orizzonte, senza inchi-nare da una parte, dassalrra, verranno segatiin due parti uguali, siccome 1 equatore ; conciofîia-chè il nostro orizzonte, che va a terminare neduepoli, li taglia tutti pel mezzo, come fa del medesimaequatore. Se noi lasci am lequatore, il tutto murafaccia: e dove noi cinnolfriamo una ventina digradi verso il polo , il nostro orizzonte non ter-mina più nel punto polare, ma resta venti gradipiù abbasso , ed allora tutti que cerchi , che ilSol descrive5 vengon segati in due porzioni ine-guali . Quando il Sole fi trova al di qua dell e-quafore, la porzion del suo cerchio è maggioreLi di sopra dellorizzonfe, che al di sotto, ed igiorni sono più lunghi delle notti. Similmente ,quando il Sole è al di dellequatore , la por-zione