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me la spugna a riguardo dcll’acqua. La spugninon ha né odio,nè antipatia colselemento cidi’acqua ; e se l’acqua all’appressarsi della spugna,sparisce , la ragione ti è, perché l’una s’insinuaper entro i pori deU’altra. Cosi il fuoco sparisceali’appressarli dell’acque , non perché passi fraloro avversione veruna:ma perché il fuoco s’in*(ìnua, e s’inviscera nella medesima acqua: dimodo si può dire , che Tacque del mare oceanosieno un mare di fuoco ' mentre non si dannodue gocced’acqua corrente, le quali non ri-conoscano la propria fluidità da qualche scin-tilla di fuoco quivi entro racchiusa. ,E siccomela spugna, e gli altri corpi porosi fi sorbono i'ac-qua , e non la lasciano scorrer via, così T ac-qua raccoglie nel proprio seno l’elemcnto delfuoco, e il tiene quivi imbrigliato, perch’einon fugga.
II fuoco adunque domina da per tutto. Pertutto adopera la sua possente energia, ed i po-derosi suoi sforzi : ma la sua attività non riesceugualmente efficace per tutto. Per prevalerealla forza,che gli resiste,o all’attratti ve de’cor-pi, che lo cattivano, ha bisogno di qualche im-pulso. Ciò, chele braccia di trenta facchininon varrebbonoa smuovere, talora la sempli-ce mano d'un fanciulletta è capace di ribal-tarlo. Così il fuoco si sta talvolca tranquillo,ed inoperoso in un corpo, dove si trova impri-gionaco, sintantoché la sua attività congiuntaa quella di più particelle omogenee gli facciarompere le sue catene. Tutte queste innume-rabili particelle di fuoco, che ci circondanoper ogn’intorno, sono altrettanti nimici,checospirano alta distruzione del nostro comune