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Tomo sesto.
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284 L’Uso beilo Spettacolo

fa senza diventare più pii, e più grati è un imi-tare certi avaroni, che non conoscono ]’ uso,che l'uom dee sarde! dennaro, e delle suppel-lettili, o certi ricchi di cattivo gusto, che ac-cumulan masseriziesopra masserizie, e suppel-lettili sopra suppellettili , facendo della lor ca-sa una magnifica guardaroba, senza sapere ilperché. Molte persone studian l'istoria natu-rale per pura erudizione : molti altri supplica-no a quello studio, per poterli ingerire nelledispute degenerati ; alcuni per poterformareuna bella galleria / eia più parte per procac-ciarli un piacevole passatempo nell ore oziose.Ma queste mire sì limitate troppo ahi ! troppoavviliscono un tale studio. Lo spettacolo dellanatura è destinato ad un fine moltopiù nobile.Egli tende a rettificare i nostri cuori, e ad in-spirarci un amoroso rispetto verso fautore de'nostri beni - Iddio, con ispargere la bellezzasu tutte le sue Creature, ha vol uto allettare inostri occhima col manifestarci le loro utili-tadi, ed occultarci ad un’orala loro struttura,ed il loro interno artificio, ci ha dato chiara-mente a vedere, che sua intenzione non è diricolmare il nostro spirito di cognizioni, mabensì il nostro cuore di gratitudine. Studian-do la storta naturale, si viene ad investigarlanatura de’suoi regali, e quanto più ci andiamoinnoltrando in questo studio, tanto più disco-priamo la quantità, e la qualità de’benefizi,ch’egli ci ha fatti. Ma il sapere quel, che s'èricevuto, emainondare un’occhiata alla ma-no, che ci benefica, è un esser dotto, ed in-grato. Le nostre cognizioni sono in tal casopiù degne di biasimo che di lode, qualora non

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