Band 
Tomo decimo.
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ìž La Scienza Ustjaìs

éguali, e dipende da noi far piegare mercé d’una lieve impulsione di più , quella delle dueche noi vorremo. E’facile ali’uomo metteretre mille lire da uri lato, e quindici mille li-re dair aleso . Ei farà ascendere e discenderele 15 mille lire fecondo che vi applicherà , oche ne allontanerà Festremità del suo dito:e se dalla somma delle forze eh’ égli acquistao ch’egiì domina e governa § diffalchiamolaspesa ch’eglî ha fatta, egli guadagna quat-tro per uno; e dodici mille contro tre mil-le egli otterrà nuovi vantaggi, senza aumen-tare la spesa o. la possanza z basta ché 1' al-lontani vie maggiortriente dal punto d’appog-gio. 8eneT allontanai ih maniera che 11 brac-cio corto sia al più lungo còme 2 a 20, ola decima parte di venti, il picciolo peso sa-rà la decima parte del grande : 3 lire equiva-leano ii 3Ò, e tre mille a trenta mille.Li dire- f^ol gran principio delle Meccaniche, noizione incominCiamo i vederne altresì la ragione,dellepos* Se la ragione alla quale dà noi s’attribuiscesanzé. l’effetto regolare delle meccaniche ; è vera,a misura che questa cagione à’indebolirà, 1'effètto s’indebolirà nè più ne meno. Ciò suc-cederà quando le direzioni delle possanze mo-venti non saranno più le medesime fra effe,è rispètto ali’ appoggio . Nell’ applicazionedèlie forze moventi, egli è indifferente chelà pòssanza ascénda o discenda, che il pesoSfaviti , o seguitando la sua riaturaìé propen-sione , o andando per un verso contrario .Trattasi soltanto d' un punto , èd è che F azio-ne sia sempre la stessa, e che le possanze pa-ragonate adoperino uniformemente. Ora q de-sta