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V Ottica. Tràtt. XVi '105
fin circolo-, fi può per conoscerlo, e per'com^pararlo con un altro, impiegare la cognizionedel raggio, quella dei seni ^ 0 dellatangenteodeilasecante. Ovver ci contentiamo di consi-derarele linee che da'raggi e dalle superfizieformate sono ^ per ivi prendere de’triangoli si-mili, de’quai si possa mettere in proporzione* ;lati corrispondentidi maniera che la cogni-zione di più lati o di più angoli ajuti a co»no icore il lato o l’angolo che rimaneva asco-so. fi, o ci attenghiamo ai triangoli simili,e ci serviamo dell’amminicolode’seni ed’al-tre linee sussidiarie, procediam quasi sempreper la règola di tre , o sa regola .di proporzio-ne. Ella è d’un Uso si esteso non solamentenell’ Ottica, ma in tutte le applicazioni che fipossono fare delle misure e delle forze moven-ti ; che possiam considerare la proporzionecome uno de’più perfetti instrumenti del sa-pere dell’uomo.
La proporzione è un aggregato di più ra^ìo- ta pro-ni paragonate . Il rapporto a’una linea ad una porzio*linea, od’un numero ad un numero, è quel- ne r
10 che ragione mutua chiamiamo. La ragionedi ó a 12 è s esser metà di 1%: la ragione d’unalinea di 6 pollici ver una di 18 è il trovarsi quel-la in questa 3 volte. Nella ragione di 6 a 18
11 primo termine 6 è l’antecedente della ra-gione; e 18 , secondo termine ^ n’ è il conse-guente.
Non solo si paragona un antecedente conun conseguente; ma la ragione od il rappor-to dell’ uno coll’altro si paragona utilmentecolla ragione mutua di due altri termini, che
si