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Tomo decimo.
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Trattenimento XV. rj 7

de i ràggi nèlP ordine stesso, ì’immaginel'tt sarà forte o debole, chiara o nuvolosa.

61 . Così i raggi che vengono imri.edia-taistente dal Sole o dalla fiamma d’ una*»Ì candelfa nel mio occhio, qualor vi si schie-tti ranó come essi corpi / non solamente io hoà Ja sensazione della luce, ma delia formadel Sole, o della candela,sotti 62. I raggi del Sole o della candela rimanda-sti: ti dalle picciole superficie che sono innu-^ftp itìerabili sopra ogni oggetto, ciispergonsi co-llosi me questa superficie, e non ritornando piùapro ai nòstri occhi col medesimo ordine , nonmi fanno più vedere il Soie, o la candela.iìb 6z. I raggi riflettuti sopra gli oggeri, seiste li mostrano, quando si schierano nell’occhiacorpoi in tanto numero , e con un ordine tantorpjtp rassomigliarne , che sten la giusta pitturaa»! dell’oggetto ché li ha riflettuti e ordinati.M 64, I raggi partiti da un pendulo, epor-stliii tati sul ritratto di M. Pâschal o di M. detra im Perdon, Vengono riflettuti per ogni versoro diL su le innumefabili ineguaglianze di cotestitonti' due quadri' . La disposizione del pendulofotte svanisce ed è dissipata in riguardo all’oc-;j ijt; chio , ed ei non riceve dalle due tele senon. masse di raggi schierati e disposti, co->! c fj)S me lo fono i lineamenti della faccia de’yjji due più belli spiriti del passato secolo,jjddin 65. Che sei raggi che vengono dal penduloé dalla candela vicina, son portati sullo spcc-w(l ,( chio o lastra che copre una pittura a pasteLle.- allora secondo le situazioni nelle quali iomi presento, ravviso il pendulo, ia candela ,

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