i^a V O t T r c a.
miti dal piè della fiaccola B lo dipingono nel-la sommità dèli’occhio. La figura essendo ivirovesciata, sarà veduto dritto soggetto: quel!’è la regola della natura. Ma quando inocchiovede per via di raggi che sono stati piegati ,ei non li riferisce ai loro venti punti raggian-ti CB, ma ai punti immaginarj-IH, dovesembrano unirsi Ora il campo IH è moltopiù piccolo che CB. L'occhiaietto concavodiminuisce dunque s immagine : ma quellaimmagine è distinta.
85. Il campo deve al contrario estendersinel vetro AB, fig. 18 : i raggi partiti da duepetali o fogliami d’un fiore FE che voi te-nete tra’l centro G ed il vetro concavo 0convesso, divengono sopra esso vetro, vi' si sanquasi paralleli, n’escono ancor divergenti, erovesciano F oggetto nels occhio , donde segueeh’egli appardritto. Vi è egli dipinto comesei’occhio fosse nudo. Ma essendo che i rag-gi sono stati rotti nel vetro, F occhio vedel’oggetto per le linee o tratti che lo toccanocome prolungati e raggianti in' MN, de’qualiil campo è maggiore che in FE.
Unsero- Sé. Il microscopio semplice, di cui si pos-lionio son vedere i varj sostegni, e gli accoropagna-/cmplice. menti sussidiari appresso Joblot, si riduce aduna lente, le di cui convessità sono le por-zioni d'una piccolissima Sfera di vetro bian-co . Abbiamo osservato già, che i raggi pa-raseli, eh’entrano in una sfera, vannosi a riu-nire, e formano i loro fochi versola quar-ta parte del diametro, distanza piccolissima,rispetto ad una piccolissima sfera. Dunque fi