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te di straordinario. Due piccolissimi imbutiHA 19 . dì ottone o d’argento ciascheduno de’qualìha.nella sommità «riapertura più, piccola che ilcorpo del globulo di vetro che debbono rice-vere e contenere ; uno specchio d’ argentoconcavo, od in forma di barattino, d’un polli-ce o meno di diametro, perfettamente liscianel!’interno , e forato nel mezzo della sua con-cavità, per ricevere cogli appicagnoli prepa-rati le poppelline degl’imbuti. Ecco il corpo,del microscopio. L’oggetto presentato ad unapiccolissima distanza dal vetro sferico, ed alritorno della luce, non fa più ombra a se stes-so , ma presenta all’occhio una superficie beachiara . Vi è una giusta proporzione tra ilrotondan!ento dello specchio, e la pìcciokz-aa della lente, per far concorrere la cadutade’raggi riflettuti con la posizione dell’ogget-,to. L insinuazione della poppesi ma dell’im-buto nell’appertura fatta nel fondo dello spec-chio , facilita questo concorso dei centro dellaconcavità col foco del vetro. Ma quandoiafì-tuazione non soste così perfetta, corri esser lopuò, la luce guidata da ogni parte e sopra tuttodall’alto, risalta per molti versi sul liscio,dellospecchio , e si ripiega sempre abbondante-mente sopra soggetto, sì che ne rendesim-magine così netta e chiara, come elle am-pliata per la grandezza deli’angola.
Il Micro- .88. Nel comporre il microscopio di piùve-fcopio a tei, si è cercato d’amplisicare ancora l’imma-tre v«tri gine ; di distinguere meglio i piccoli animalie di ri- che Raggirano e fluttuano dentro alcuni Ii-flestîone. quorìj di discernere piò minutamente i vasi
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