168 L’ Origine disila Soci età'.
punto inganno il credere, che ad un uomsolo li a flato concesso di scoprire e d’acquistarsuccessi vaniente per sè tutto quello che liamofin ora andati partìtamente vedendo, I fruttidelfintelligenza ed i frutti della terra nonfidonano ad ?ìcun di noi con una sufficiente am-piezza , se non se mediante l'opere ed il mini-stero degli altri uomini, e con l’obbligazionedel reciproco. Mentre ciascun uomo impiegaper lo ben comune la sua industria particolare,la Società gli attesta la sua gratitudine, consomministrargli tutti gli altri ajuti, de’qualiegli ha bisogno. Ella gli dà in mano le scoper-te di tutti i secoli, e le produzioni di tutti iluoghi , gli risparmia il tempo e la fatica.A parlar propriamente, il tutto è flato datoalla Società, e non ad uomo alcuno: per mez-zo di lei unicamente partecipa l’uomo della di-versità de' doni del (Creatore.
Siccome i frutti ed i parti della terra, cosiancoi talenti umani fono stati sparsi da un ca-po del mondo ali' altro, affinchè gli abitatorifi domandin sfa loro quello che sanno, inquel-la guisa che fra loro si comunicano quello chepossiedono. Colui ch’esce dalla Società, fa dun-que un doppio male: perde il suo tempo, nelcercar con fatica, quello che la Società pron-tamente gli offre, e di buon grado ; e trascurao seppellisce ingiustamente un talento , cheegli avea ricevuto a prò della Società medesi-ma. Di qui fifa manifesto, che Iddio haavu-to per iscopo di metter qui non de’solitârj, made" cittadini.
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