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Tomo decimo.
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Trattenimento I. ijg

^ todunbel nome ,resta quasi morto allagmiîi-zia- li carattere, acuì si ravvisa il discepolo'* del dottore della carità, è lamar gli domini ,come égli liba amati * Se lodio è rovina del-y la Società, e lamore il vincolo sicuro Chia-! t to è che chi dicesin Vero Cristiano, diceiinve-:tt roCittadiìio: è se iòcerco quîil miocittâdinonel Cristianesimo, questè perche non lo tro-vo se non in esso* Altrove per tutto, non ne« vedo ché apparenze destituite di priricipjedistabilità s

ail f Egli è pet conseguenza inutile landar racco-ws gliendo i primi doveri, e la vera scienza della«i Società neraziocini o nella Filosofia , ognor« timida ed incerta. Non Àrislotile, non Pùf-»f fendorfio, piglierò io per maestri * Eglino po-ro» iranno bensì additarmi alcuni sili duriaiijsti-ife zione prudente j quantunque arbitraria ed u- roana: ma nella rivelazióne attigneremo co-llii!: gnizioni più sicure. Gli effetti ammirabili dilip quell ànimo benefico , ché spira il Vangelo,îjà ci mostrano che apparteneva a chi ha fatto luo-piÌB ilio e la Società, linsegnarci quanto poteagui-dàrne i membri alla perfezione* Egli ha coti-

io, li; dottò lantico popolo, onusto del dipofitode!-

ip. le promesse, per via di leggi dure, e propor*1(33 Ziotiate alla rozzezza degli Ebrei insieme, edtu# alla conservazione del gran dipofito * Ma noiM,!I troviamo tutta la bellezza e tutti i doveri del-iiiji'i la Società nella prima creazione delluomo, eCiifc siel Vangelo*

\yji tina delle più importanti verità della ànticàuniip Scrittura, si è questa : Che Dio ha fatto 1Dc uomo a sua rassomiglian za, e per governare: M z ogni