Trattenimento III. ži|
cominciate dal riformare l’educazione univer-sale . Ottenete , che le giovanette, figlie dé‘nobili e de’ricchi cittadini, s’avvezzino pertutto alle fatiche, ed ali’aria aperta de’cam-pi. Fate colle vostre rimostranze, che il Pub-blico rifletta in avvenire al suo vantaggio edovere, e guadagnate da lui che le figlie fienoaccostumate ad una vera e feria fatica, che illoro corpo si faccia e s’induri a portar pesi, atollerare ora il caldo, ora il freddo, ed a resi-stere ad un incremento e ad una giunta di fati-ca. Procurate a tutte l’\pducazione , che han-no avuta le figliuole di Bathuei, e quelle di ba-bàu. Potrete allora rimettere la regola in vi-gore, e levar via 1’eccezioni. Noinon ne co-mandiamo la dispensa, che a malincuore, siampersuasi che le madri d’un temperamento ro-busto non han da esitare circa questo lor obbli-go: ma vorremo vedere nella città il vigeree la semplicità che con invidia vediamo nellecampagne.
Ma oh quanto He siam lontani! il perché,attesala debolezza de’nostri corpi e de’nostricostumi, par lodevole politica, e, oserem di-re, anche Cristiana, 1 associare ìe donne vil-lereccie a quelle della Città nella prima educa-zione , per lo nutrir de’ figli, eh’è il primofondamento della Società. Supposta la buoniscelta delle nutrici, si stabiliscono tra le fami-glie comode, e le più povere, alcuni vincoliche le uniscono strettamente . Tucte le ric-chezze ed anche gli amraini eoli della carità,fono quasi ristretti nelle Cittadi. Le campagnafilanda ad esse tutto quello eh’ eli' ha e facce*Ò 3 glic