r6r Lhttsra sopra i’Educaz. ,
Primieramente e’corre 1’ uso di guidare ilgiovanetto per Ja strada grande e trita degli jstudi ordinari, e di farlo scorrere di classe inclasse . Non si guadagna veramente poco in ;quest’ uso ; e se non altro, si gitta da sè soprad’altri il peso d’una puerizia importuna . Nonpotrà esser detto , se non, che si è seguitata lamoda, e che si è fatto tutto quello eh’era ne-cessario. Aggiungasi, che l’educazione pub.blica, è un mezzo di procacciare ad un giova-ne alcune conoscenze od amicizie, che il tem-po e le occasioni potran rendere utili. Non ègià certamente, che si desideri in lui cognizio-ne di greco, nè di latino, pietà, nè regola dicondotta. Che si arebbe a fare di tai cose nelbel mondo? Ben altro si ha a sapere. Ma nonè male che un giovane sappia scrivere un bi-glietto; che abbia qualche idea della Storia,e sopra tutto che conosca gli Dei,le Dee ss ogniclasse , le loro avventure , le loro mirabili me-tamorfosi ; in una parola eh’egli intenda e pos-sieda la favola. La favola orna l’ingegno ; som-ministra gli abbellimenti de' giardini e degliappartamenti .• è inseparabilmente connessacolla Musica e colla pittura: si può dunqueegli farne senza negli spettacoli, e nell’ uso delmondo ? Convien avere uno scopo in quelloche si fa.
Con mire si alte intorno alla educazione, (iusa una prima civiltà a colui, che da bella pri-ma n’è costituito il ministro in casa. Dopo diche , quand’ei comparisce di nuovo , vienericevuto con quel!’aria d'indifferenza, cheprendesi con un'animale domestico, eh’ entra
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