,66 LrrrsRA sopra x’Educaz.
Non dubito, che questa mira ci entri in guai-che grado, nei caso che si suol fare di lui. E‘ jjj 1 .non sanno quale usofarc del tempo. E'benra- ^cioncvole che stimino un’ uomo che ha la com- | !piacenza di perderlo con essi. Ma vi è una pii ^ascosa e più forte ragione, che sa, ch’cglitro* ?..vi per tutto dov’ egli arriva, una faccia riden. ^
In tutto cotesto bel mondo, che non paria $se non d’obbîigare gentilmente, senotìd’ave- ■ze de’sentimenti, di mostrare uncuornobiie« disinteressato, non vi è alcuno che non si pon- e
ga al giuoco col desiderio sincero, e colla fermasperanza di guadagnare. Il desiderio di guada-gnare è molto attivo in tutti coloro che gioca-no con passione. E se voi mi dimandate qual è ^il vero motivo che li attacca il dì e la notte ad j
una tavola di giuoco, e sopra tutto di giuoco ^grande, a costo del loro sonno e della sanità : io ^vi risponderò senza temad’ingannarmi, eh’è ^la speranza di guadagnare, è puro interesse;diciamola corta, è pura avarizia. ^
Un giuocatore, ed anche un bel giuocatorenon è altro che un onesto Arpagone. Vi è forse ^alcun avaro, che non veda con avidità, con ^larghezza di cuore, quelli coi quali spera di ^guadagnare . 5 Persi fatta gente le porte fono ^aperte. Ungiuocatorerimirainunaltrogiuo* ,,catore come il suo rifugio, c come colui, alle ^di cui spese egli sa conto di arricchirsi.Tali sono j>i sorti vincoli che li uniscono. , | £J
Paragonare un giocatore ad un avaro, misi ^opporrà, è dire troppo poco. Un avaro fi affa-tica con sollecitudine instancabile ; ed i suoi L
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