27L Lettera sopra l’EimjcA*.
bene spesso espongono la loro virtù a perìco-li maggiori . Bisogna dùnque cominciare dibuonora, e adoperare fin dalla più tenera in-fanzia ne’preparativi di questa beli’Opera.Non ci lasciamo spaventare, nè dalle bassez-ze infantili, nè dalla lentezza de’primi pro-gressi . Tutto quello che si sa allora è oscuroe senza bellezza: è un fondamento ascoso, èvero ; ma è il fondamento . Io reputo paridisordine, il consegnare ad un subalternod!muratore , ad un manovale la direzione de’sotterranei d’un palazzo, che l’abbandonare isette od otto primi anni d’un giovanettoalgoverno di qualche domestico senza educa,zione e senza mire . Dacché la ragione ela lingua del vostro figliuolo cominciano asciogliersi , oh quanto tornagli il conto , dinon vedere nè udire cosa , che non sia giu-sta , che non sia buona !
Abbiamo veduto, in qual maniera la ma-dre di famiglia gli può rassodare una bellapronuncia, ed un linguaggio puro, col rite-nerlo in sua compagnia, che per lui è la me-no violenta, e la più perfetta di tutte le scuo-le . Ciò che l’orecchio riproduce su la sualingua, l’occhio il fa sul movimento, o sugli atti della sua persona ; e ad onta dell’irre-golarità naturale nell’ infanzia, l’occhio ac-costumato alla buona maniera , all’aria gentiledispone macchinalmente tutto il corpo ad unaimitazione che nulla ha di violento. Veggiamda per tutto , come i fanciulli contrasannoora le processioni della Chiesa, ora la mar-cia de’soldati, ora I attacco delle piazze, ora
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