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% il guidar d’una carrozza, ed i gesti delle per-*(it sone che lavorano, in somma tutto quello chefìîH vedono. Teneteli dunque spesso in compagniadi persone civili, e pulite: questa èia scuo-tili; la delle maniere, e del contegno esterno . Lelisi: lezioni di questa pulitezza superfiziale saran-ioni; no allora tanto meno pericolose, quanto cheî>W il fanciullo giudicar non può ancóra se noni tt|i: delle maniere, ed in cotesto esterno che sa im-!tz pressione sopra di lui, non si trova niente ,dina che lo possa corrompere: cotesto ragazzo pia-lla ce, senza pensarvi. Se all’opposto voi lo ter-i». rete troppo in disparte, prenderà un costume'fan: rozzo, càpace di darvi molto da fare, e di[ lr ,j, sfigurare una buona natura. Non ècofara-à ra vedere quelli, che tono stati tenuti trop-it (l po lungo tempo assembra, turbarsi quandoîa ; arrivano nel gran chiaro. La testa lor gira.
Io ho voluto che il mio figliuolo imparasi-g,,, se a leggere dall’età di cinqu' anni. Si po-fflr trebbe eziandio cominciare più presto , edm ' il mezzo che si adopera per agevolar la let-tura ai fanciulli , può agevolmente servirealle giovinette . Ma avendo i primi mag-ss‘ gior bisogno d’ una pronta cultura , io hoss' creduto di poter differire sin qua 1’ articoloss di questi primi elementi,ss Imparare a lèggere , di quattro o cinque'.ss anni, d rà taluno, è un rinunziare per tem-! n ; po alsallegrezza : è un accorciare granderaen-l *?; te il buon tempo, di cui tutti godutoabbia-î 0 ' mo sin ali'età di otto o nov’anni . Confestoche volere in età di quattr’anni insegnare a0I " leggere ad un garzone, con quel modo serio; f® S ; on-