■ TrATTESIMÎNTO V. ,27 (j
Io non dirò qui niente dell’attenzione cheP si ha di promettergli questa tavoletta, cher :!; una spezie di giocolino; nè dell’avvertenza®-‘ di non mostrargliela, , se non quando egli è^ d’ timor lieto , o quando la dimanda ; nèi?\. della destrezza di negargliela , quando perqualche altro- motivo non siamo di lui con-tenti . Tutte queste moine sono dirette ari ®5 stuzzicare i suoi desiderj ; e bisogna far sì ,che qtìest’ esercizio sempre pieno di vivez-B P za, sempre deposto prima die giunga il te-® £ i- dio, diventi in lui una passone.
La tavoletta , fatta a modo di paraviso, sin hacasser..>à ora descritta,, non dimanda nè spesa, nè ap-. aEiF- parati; siccome nè anco la cassettina jdalet-tra,ol tere. Questa è una cassetta lunga un piede,ìoe e larga tre o quattro, pollici, divisa in em-ise que o sei piccole nicchie, da collocarvi altret-ote. tanti mazzetti dì carte da giocare, sul di sottoM delle quali è incollata una carta bianca, af-fi i finché l’occhio non vi veda , se non il ca«à.t ratiere, onde vogliam ferirlo . Le lettere so-iIìg no disegnate su l’orlo di queste carte f UnKia mazzetto serve a mostrare separatamente da-mi® feuna delle vocali, le quali convien sapere legjî prime. Un altro contiene le consonanti .• ilfé; terzo le lettere maiuscole - il seguente le let-â! rete della scrittura corsiva; e dei registri .
]t e ,; L’ultimoconterrà.o sillabe, o parole,oziffre.
Si scambia secondo che l’uopo richiede. ; -5i . sa,
, rj a sdrucciolare una carta sopra l’altra , e non' yt j[ scoprendo se non ì caratteri, avvicinati l’unalsaltro sopra una tavola, od- informa disil-uuJ, labe, chèli fanciullo spiegherà a poco a po-.
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