zir- Lèttera sopra l’Edcjcaž.
sa quai sono quelli, che s’odono risuonare nei'le picciole scuole , prendete quelli , che vipresentan alla prima apertura del libro, Te-renzio, Fedro, e Cesare, o quelli che già so-no Itati scelti a bello studio daSanzio, e daLancelioto . Ma la Minerva del primo , leGrammatica Greca e Latina del secondo, tut-te le altre Grammatiche, eziandio se ve n’hadi piti pregevoli, non debbono essere se nonper voi. Tempo verrà, nel quale il vostro al-lievo troverasfi in età e in disposizione di men-te , che opportune saranno a poterne anch’eglifar uso. Ma voglia il cielo, che ne' primi stu-di ignorino i giovanetti, che vi son nel mondoGrammatici. Eglino non han da conoscere senon i lor paradigmi od esetnpj , il loro fogliovolante, e buoni Autori. Fate scomparire iDespoterj, iBohours, i Brettonò, i Metodigrande e picciolo, in somma tutti gli antichi,moderni, e futuri Grammatici. Distruggete,o togliete dimezzo tutti i trattati di sintassi,di particelle, di gioie, d’ eleganze , d’ano-mali, d’ eterocliti. Facilitate Fi agresto ne'buoni Autori ; null’ altro di più fa mestieri incotesta età. La pratica degli Autori finiràd*insegnargli il resto , più giocondamente , epiù prontamente, che non fanno tutti aue’sa-slidiosi cumuli di precetti. Voi stello sbadiglia-te nelF aprirli, ed il maggior male che fanno,non farà d’avere oppresso lo spirito del vostrofigliuolo senza insegnargli il Latino .• ma sarancagione che tutti i libri ch’egli vedrà in ap-presso , gli pareranno tanti Despoterj, tantiBohours.
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