Band 
Tomo decimo.
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Falso co-stume detemi cor-ressi .

zrr Lettera soMà lEducjìz.

tutti i ragazzi dei villaggio, c coll'avvèk. tofti rio degli errori cheglisto commettevano con- èliitr.o la lingua, e la pronuncia. ni

I! giovanetto che avea la immaginario- il"ne piena di nomi rustici e di frali ridicole, iifle contrafacea perfttamente, ricopìavacoa lilinettezza e naturalezza tutti que contadi- ti 1nel li , e coglieva affai bene nel lor vario itfgergo . Cotesto Signore non sapea, che siitila musica, le lingue simparano coll'u* Wdire cattivi suoni, o cattive frali. ito

già si rimedia al male con la corre- 4®zinne che fa il maestro del tema dettato sto lui . Tutto il merito della sua eorrczio- imine ti riduce a rendere il tema scrupolosa- lo,mente conforme alle regole < ed appunto iutiperché si è avuta cortesemente I atteri zio- siiline di estenuarne la latinità , in favor dell' sii!età tenera del discepolo , anche cotesto La- itecitino e difettoso, e di pessimo esempio. Ec- tpptico pertanto una serie lunga d impressioni Lche non sono giuste , e che più servono adepravare lorecchio, che ad avvezzarlo al pélbene . Si finirà poi di rovinarlo , e forse |î(rsenza rimediò, colla bassa latinità dei due laanni di una certa Filosofia . Vano è dirmi fiche 1* orecchia s è potuta riformare e per- fi csezionare ascoltando in Rettorica un Her- ingesan, od un Turnebo (<*), Il 'figliuolo dun eoaartigiano, che è avvezzo ai linguaggio po* (poipolare, non riforma già, per aver senti* anzi

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~ U) Due celebri Professori dell* Università- di * l fParigi.