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io qualche volta le prediche di Bourdalà %b di Mdjjiglion ; ed un giovanetto tutto ilcui merito è d’ edere puntuale in osservarle regole nelle sue piccole composizioni „ha poco capitale per poter approfittarsi del-le lezioni d’un Giovencio , d' un le Beati,’o d’un Crevier. Ad onta de’Buoni ammi-ri ico li di questi Autori, arnminicòli passag-gieri , là sua orecchia trafporterallo di beknuovo al Francclismo, e dà quello alla ma-niera e frase viziosa ; perché vi è accostu-mato più che alla buona.’ Si potrà quanto'fi verrà, dire e ripetere al giovanetto cheòrma! è tempo che egli fénta il buon gu-sto f e che conviéiî già rinunziare al Lati-no ridicolo, nel quale fi farà esercitato perpiù anni : ogni predica sarà vana . Il suo”spirito né vedrà bensì la necessità ; ma Fó*secchia è avvezzata al male, e qui è dové ”appunto l’orécchia decide.
L’ a va maggio che fi è preteso di trarredallo, stabilimento e dal sordine degli Studfpubbliciè doppio; cioè di méttere la mag-gior parte de' giovani , che per quelli pas-sano, in staso d’intèndere almeno i miglio-ri Scrittóri dell’antichità, e di fare in gui-se che i fanciulli i quali hanno maggioreingegno , giungano , imitandoli, a parlarecon eleganza, o a scrivere con dignità. Losproposito degli escrcizj , che abbiam poc’anzi veduti , rovina evidèntemente questodoppio fine -- e sé il male è moderato, orisarcito per alcuni , ciò addiviene mercéF applicazione instancabile de’ maestri giu-X v di-