is<| Lettera sopra j.’Educa*. ^
dfziqsi, che fanno tradurre, e osservare a?? i£ jtefîtamcnte ciò che l 5 antichità ha di piùhello, e nort rischiano alcuna compolizio- ^xie, le non presa da un modello antico. ^
!phe se uomini d’uoa picciola autorità, ad j (1opta delle sclamazioni perpetue de' Proses- j>„,fori sensati, hanno introdotto ne'primi flu- i wdj certe rubriche , che ne rovinano, o nealterano infinitamente % buoni effetti , la r ,Iqro opinione a noi non fa legge. L’amorpaterno non regge , in veder condurre la Mgioventù per certi sentieri, che non la guì- ^dano al vero termine : e siccome noi non y|metteremo gK ultimi studj de'nostri figlino-li, sp non sotto la condotta de’maestri più [ ir [valenti ; rimediamo altresì , se è postìbiìe,al disordine de’primi studj, perché se i prt- . yj (mi sono mal fatti corrompono o ritardano 'jy!' effetto de* susseguenti » Alcuni amici de} ^Sig. Rollin gli fecero osservare negli ultimj Ktrsuoi, apni 1' insufficienza de* Rudimenti co- ^mani, e delle parole tratte dalla Volgata, ^0 di qualunque altro Latino trasposto, ò y’,sfigurato . Egli consigliava più fprzosamen- ^te , che non fece ne' suoi Trattati , ia co- H,minciar sempre da esempi traicela ne’buct ^ni Autori. E finalmente nel suo supplemen- M( jto al Trattato degli studj , parlando delle |j C |Giovanotte, alle quali li pensa d ! insegnare yil Latino; egli venne alle corte , e proibì M[ ,la composizione de’temi, come un metodo i wridicolo, lungo ed inutile. Noi postiam ti- fu,dqrre e i suoi consigli, e le sue mire, sic- ^#pme pur quelle del Sig. Lefevrc, del Sig,
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