Band 
Tomo decimo.
Seite
327
JPEG-Download
 

El1 Trattenimento V. 527

"s^ piuttosto chel suo, i di lui discepoli profiteî-ranno. E'inutile di esaminar qui la queftio-Sl î*! pe, se i Romani ne loro dialoghi familiaritrascurassero linversione otrasposizione del-'M le parole, la quale troviamo universalmentene' loro scritti. Poiché il nostro scopo è df 11 »! intendere cotesti scritti , e quindi imitarli,®» avvezziamo la nostra orecchia alla lor mi-niera ; sopratutto nelle prime impressioni .Guardiamoci dallo spendere più anni in non5°H far altro che percuoterla con certa disposi-ci» zinne di suoni e d idee, cho non è la pro-li: pria loro. Non dico già, che si debba prin-latì: cipiare cofanciulli da periodi quadrati ; sa-Mi remo scelta, per uso loro, del più semplice,irb Ma in questo semplice vi ha un gusto , unmèi! armonia che debbessere inviolabile , in cui»tk consiste la lingua -degli Autori. Lorecchiaài: vi si avvezzerà, come una giovane Dama lapomi quale voi facciate passare a Londra, pi ut to-icoir® sto che metterla a S. Germano in Laye, co-01 M glie a poco a poco il vero genio della Lin-1 kk gua Inglese, che sè alterata a S. Germano:qui, e non che faccia d uopo sconnettergli le vo-ci Inglesi, per farle scrupolosamente corri-ti; spondere aliordine della sua lingua, questoioti anzi fi dee schivare, acciocché il ricorso per-ii», petuo della frase Inglese la ferisca maggior*jf w mente, a forza d'essere sentila sola .jfilu Egli è un grande vantaggio per ben àp-l«: prendere una lingua, non sentite mai alcu?, Bll j no che la parli male, ed essere a tiro dudi;Jjljji: re frequentemente quelli che la parlano be-li»: ne. Osa io non temo di dire , che i mae-

» Z 4 ài.