Trattenimento V. 343
tnegiio conosciuto il véro accoppiamento dellanobiltà colla semplicità .• accoppiamento edsrmotìiA, eh’io considero in tutto cornei’api-ce della perfezione , o come la sorgente del ve-ro sublime. Palladio che avea della dottrina,ma che era più rustico, (ì lagna di quelli, cheprima di lui trattando dell’ agricoltura vi avea-no adoperate le grazie dell’eloquenza. Si ve-de bene con chi e’ l’ha : ma ciò lì chiama averei capelli dritti e sciolti, e prendere in malaparte che altri gli abbia naturalmente ricciuti.
Nella mia gioventù, i trattati dell'amiciziae de’Doveri, che in oggi mi piacciono e mitoccano, talor m'insalìidivano. La ragione èmanifestar futile, l’onesto, il giglio, il de-cente , e suste coteste idee intellettuali fan po-ca impressione su quell’età : ma se le apriretela deliziosa abîtazion di campagna drColu-jnella, vedrete tutti accorrere. La situazio-ne del luogo, il buon’aspetto del Cielo, il di-scernimento dell’aria pura, i seghi delì'acquasalubre * la savia distribuzione de’luoghi, leoperazioni della cultura delle biade, deM vi-te , dell'ulivo , la maniera di condirle di,mettere in serbo i frutti ; in somma tutto quel-lo che le vorrete far vedere , è una dilettevolenovità. Sarete seguitato per tutto ; basta chene togliate Je spine che intralciano il cammi-no, esprpastìate le cose più difficili, c parti-colarmente'certe particolaritadi intorno allerazze de’ cavalli, che non convengono a quel!*età. Questo grazioso e sensato Autore estendopoco in uso, è necessario dettare quel che.se nevuol far tradurre, e non lì cietîa se non quelY 4 che