góz Lettura îvSRA L’EmjCAZ.
Egli è giusto non pertanto che difseteti»temente 8 trattino gli oggetti delle nostrecognizioni e le lingue , con 1’ ajuto dellequali vogliamo informarcene o ragionarne.E'benissimo regolato, che gli oggetti che c’interessano, ci costino ricerche e fatica davero. Quando una scoperta , o qualunquealtra cognizione utile è il frutte? de' nostrisforzi, l’impressione n ! è più profonda epiù durevole . Ma per le lingue , convienseguitare un’altro metodo . L’evento inse-gna che a forza di volere giudicar de’ pro-gressi della gioventù dall’ ubbidienza alleregole, piuttosto che dall’abito dell’imita-zione, s’infastidiscono per sempre gii uni,e si rendono ridicoli gli altri. Voi vedretequasi sempre estere questo metodo accom-pagnato da lunghezze , da affettazioni, dabalbettamenti , e quel che è peggio , dagonfiezza di stile.
Il grand’ ufo al contrario apre tutte leporte, - dà a tutto quel che si dice un’ariadi libertà e procura allo spirito l’ampiezzaed estensione che gli manca. Queft’eserci-zio lascerà una ricca provisione d’idee nel-la ragione de’ vostri allievi , che non puòse non crescere e formarsi con un tale aju-to . La ragione non può mai vedere più ideqnuove, l'una in presenza dell’altra, senzafarne la eoasf-aiv^iouc , senza esaminarnele relazioni ih-.ei Jttenniaarne'il valore.Una ne approva, e ali’altra s- oppone. Am-mira , s’intenerisce , o si rattrista fecondoil carattere delle cose che le si mostrano ,
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