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Tomo decimo.
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Lettera sopra tiÈbvc'.'

sodia , e d* amplificazione . Cotesta mentiancor tenera e non ben coltivata , fa utipasso .fecóndo una regola' ; tenta poi di fa-re il ftcorido con un altri : quindi succe^dono per regolare il terzo passo ben ventiregole . Il suo andari è lento parte pertifo e abito di memoria, parte per r;flessio-ne , il giovani soddisfa al suo dovere , oCrede di soddisfarvi . Procede innanzi ; eda sorta daver corsi i perigliosi passi di p<r-ni'te'ì , taci et ^ suturimi fuìffe ut , egli arrivisenza accidente notabile a! fine dèi giorna-liero suo penso . Ma cavatelo dalle sué re-golari e basse Composizioni toglieteli lasua penna è le sue regole, gli togliete tut-to; altro egli non sa ché quelle . Lo tro-verete mutosd su tutto il resto, slnel Frati»ceso, come nel Latino', perché il suo spiri-to rimi è staso d* altra cosa alimentato'.Lesperienza dimostra che quelli i quali ssavvezzano a non dire nulla, ne comporre'se non riflettendo a questa od a quella rego-la, rassomigliano a macchine , che non potere anche per poco cavare «lali'uniformità deilor lavoro, senza disordinàregli effètti,' elle-no si sconnettono, e tutto arena e fi ferma-.

Perché di grazia imparano i fanciulli inùn modo si facile la' lòr lìngua materna senzastudio ? Perché le nòstre Dante imparano apensare cosi giùstb , e ad esprimerli còsibene, senza aver conósciuto Demarcts , Vaugelas ? Perché imparano i Viaggia-tóri próntamente le lirigiìe straniere, be-spésso senza aprir* un sol libro ? Persiti