Trattemi mento I. ;
La misura più fem. lice dei tempo, che daprima poteflero adoprare, era quella , chedalla Luna veniva lor additata. Col cambiareeh’ella fa ogni giorno sensibilmente il luogodel suo levare e del suo tramontare, colla va-riazione della sua figura da un giorno assalirò,eco! ricominciare in appresso un nuovoordinedi affatto simili cambiamenti, ella potea ser-vire di regola e norma pubblica , e presentarloro de* numeri assai facili, ed un computo dafarsi su le dita. Si potea fissar le date alia nuo-va Luna,alla Luna pièna, ed al quarto di Lu-na < Si potea mettere con serie l'un dopo 1’ al-tro più quarti, o tante lunazioni complete,quante pareva opportuno. Così senza alma-nacco e senza scrittura ciascuno trovava nelCielo 1* avvertimento di quello eh’egli avevada fare. Le più disperse famiglie fi radunava-no senza errore nè sbaglio nel tempo accor-dato; ed in vece di misurare il tempo con unnumero di giorni, che l’uniformità averebbeconfuso, olà cui serie una volta dimenticata operduta non potea più racappezzarsi , ognunoera alleggerito d’ una cura molesta e scrupolo-sa , solchè ragguagliasse le brevi e le lunghe du-rate al corso lunare , che da un giorno assaliròmostrava con nuovo segno o con nuova appa-renza, quanto tempo era trapassato dopo untermine, e quanto ne rimaneva sino ali’altrotermine.
I primi uomini ebbero molto in grado il dop-pio servigio che lor prestava la Luna, nel ri-schiarare la notte, e nel regolare tutta la socie-tà ; perciò consacrarono !' uso che facevanodelle di lessasi , con una sesta, cui ceìebrava-A 2 no
La Lunaprimaregoladella so-cietà .