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Il cantone Ticino : testo-atlante di geografia ad uso delle scuole maggiori e ginnasiali / compilato in conformità dei nuovi programmi dai docenti Giacomo Gemnetti e Achille Pedroli
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32 TESTO ATLANTE

scena muta bruscamente di aspetto : nonpiù una vaga alternanza di colili e di con-che e di vette, ma una vasta, eguale, pia-nura che scende da Bellinzona al Verbano,fiancheggiata da monti elevati, uniformi, aspro declivio. Siamo, direi quasi nel-latrio di una .imponente costruzione dallelinee semplici e ferme, fatta del più duromacigno, attraversata .da un dedalo di lun-ghi e ramificati corridoi: le valli sopnace-nerine.

Non sarà ora necessario chio dica di o-gnuno di queste partitamente: scavate, perla massima parte, nel duro macigno delgneiss presentano queste valli, una sommadi comuni caratteri così evidenti, che siimpongono anche alla osservazione super-ficiale. La Riviera, Ja Leventina, fino a Fai-do, la bassa Valiemaggda, lultimo tratto diVal Elenio, sembrano uscite da una stessaimmane matrice: lerta, sui due marginidel piano alluvionale,, sale subitamente ascaglioni, mettendo, qua e, a nudo, con-

vessi fianchi rocciosi, perfettamente levi-gati, bigi o inerastri, senza apparenti com-messure, siccome masse uscite, dun solgetto da gigantesca fucina. Anche lorlodei brevi cornicioni, tra balza e balza, èuniformemente arrotondato e, la monta-gna, sembra un 'poderoso accavallamentodi groppe die si contendono gli spazi an-gusti della valle.

Ma non perciò il paesaggio ha caratteredi monotonia come taluno potrebbe imma-ginare. I valloni laterali dischiudono diquando in quando allocchio di chi sta inbasso, inattese, luminose prospettive: giianfiteatri delle vette da cui, in mille rivoli,scendono le acque a nutrire il torrente oheprecipita spesso, in fragorosa cascata, sulpiano della valle. E son queste medesimeacque vorticose che hanno edificato, allosbocco dei valloni, i cumuli di detriti, amorbido declivio, su cui riposano i bianchivillaggi, note ridenti nella austerità delquadro montano. M. Jàggli.

CAPITOLO VI.

Le sedi della popolazione.

Sedi umane e configurazione del suoloe clima.

Luomo sceglie a sede delle sue abi-tazioni quei luogi nei quali trova condi-zioni favorevoli alla sua esistenza.

Generalmente si osserva che la distri-buzione della popolazione è in rapportostretto con uno o più dei seguenti fat-tori : natura del suolo e clima ; vie dicomunicazione ; creazione o sviluppo diun'industria.

Nelle regioni montuose luomo, se lecircostanze glielo permettono, non fissala sua sede sul fondo delle valli, freddo,umido, infestato dalla brina, ma edificale abitazioni in posti elevati, al riparodai venti freddi, dalle innondazioni,dalle frane, dalle valanghe e sempresul versante più soleggiato. Il terrazzoampio e pittoresco, che si stende lungotutto il fianco sinistro della Leventina, è

disseminato di villaggi ridenti, che siallineano quasi parallelamente agli altrivillaggi, distribuiti, in basso, lungo ilfondo vallivo.

I gruppi di case che si dispongono, a bre-ve distanza, sopra il medesimo terrazzo, so-no, quasi sempre, frazioni duno stesso co-mune. Le terricci uole di Catto, Lurengo,Deggio, Ronco, Altanca, scaglionate sul ver-de pianoro che corre dal M. Piottino ad Al-tanoa, appartengono al comune di Quintoche occupa, rispetto ad esse, giù nel pianodella valle, una posizione centrale. Nellestesse condizioni si trovano le frazioni com-ponenti le popolose borgate di Aiirolo, Mal-vaglia, Olivane, ecc. Rossura invece è il casosingolare di un comune, con più frazioni,poste tutte su terrazzi laterali.

Se i terrazzi sono isolati, e le comunica-zioni fra gli stessi riescono o riuscirono difficili, come nellOnsernone, e nellal-ta Val Colla, ed anche in Leventina, allo-