CANTONE TICINO
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Il Cantone e la Confederazione sussi-diano le opere che mirano al migliora-mento del suolo. L’importo dei sussidivaria naturalmente di anno in anno aseconda delle opere eseguite.
Dal 1901 al 1922 i sussidi pagati da entilocali, dal Cantone e dalla Confederazioneper migliorie del suolo, per opere forestalieoe. ammontano a dieci milioni e mezzo difrainchi, dei quali almeno un terzo a caricodel Cantone.
Nel 1888 per il miglioramento del suolosi spesero solo fr. 10.000.
Dopo d’allora vi fu un crescendo di spese,sicché, nel 1921, per lo stesso scopo, si sbor-sarono un milione e mezzo di franchi, deiquali un terzo a carico del Cantone.
Il raggruppamento dei terreni.
La condizione della nostra agricol-tura, lontana assai dalla perfezione, èdovuta in gran parte al frazionamentodei terreni, ed ai metodi ancora primitividi lavorazione.
Vi sono agricoltori che posseggono 300e più appezzamenti di terreno, la cui su-perficie complessiva va da mq. 5000 amq. 20.000. In queste condizioni è im-possibile compiere un lavoro rimunera-tivo. Il frazionamento dei terreni causagrave sperpero di mano d’opera e au-menta la superficie improduttiva.
Grazie all’intenso lavoro di propagan-da, anche gli agricoltori cominciano acomprendere seriamente i vantaggi delraggruppamento e delle opere annesse,di bonifica dei terreni, di canali d’irriga-zione e delle strade agricole.
E’ lecito sperare che, fra non molto,il territorio agricolo del nostro Cantonepotrà essere interamente sistemato.
Fin dal 1902 si votò una legge sul rag-gruppamento dei terreni, ohe sgraziatamenterimase lettera morta per parecchi anni. So-lo nel 1913 vennero iniziati i primi lavoridi raggruppamento nel comune di Corzone-so in vai di Elenio. Negli anni successivi sieseguirono altri raggruppamenti, con sus-sidi cantonali e federali, spesso in condizio-
ni assai difficili per l’opposizione di pro-prietari insofferenti di ogni innovazione.
« I nostri montanari sono straordinaria-mente affezionati alle loro proprietà stabili,ai piccoli lembi di terreno ereditati 'dagliavi; e per difendere quel che credono il lo-ro diritto, sacrificano di cuor leggero il lo-ro più evidente interesse. Questa psicolo-gia del nostro vallerano spiega l’enorme fra-zionamento della proprietà rurale in tuttii nostri paesi di montagna, frazionamento,che rende impossibile una coltivazione ra-zionale ed intensiva della terra.» (Anastasi).
L’allevamento del bestiame.
L’allevamento del bestiame, ossia lapastorizia, è la principale risorsa del Ti cino .
Secondo il censimento del bestiame del-l’anno 1923 il Cantone possiede : cavalli1351; muli 231; asini 410; capi bovini35815; maiali 14348; pecore 13208; capere56815. Il numero dei possessori di bestiameè di circa 15.000.
Il nostro bestiame bovino appartienealla razza bruna.
Nel Sopraceneri, e specialmente in Le-ventina, l’allevamento del bestiame èfatto razionalmente. Si sono creati con-sorzi per l’acquisto d.i tori riproduttori.Le autorità cantonali e federali assegna-no sussidi ai proprietari per incorag-giare il miglioramento della razza sottotutti gli aspetti. Le esposizioni del be-stiame contribuiscono assai a far sorgereun’utile gara fra gli allevatori.
Le esposizioni del bestiame le quali, pri-ma del 1887, passavano quasi inosservate,ora, in molti paesi, sono diventate vere fe-ste dei contadini. Gli allevatori presentanocon certo orgoglio i loro bei capi, frutto dicure e di sacrifici continui.
L’allevamento del bestiame è stretta-mente unito alla praticoltura ed all’al-pi coltura.
Alpicoltura.
Gli alpi ticinesi sono di data antichis-sima. Alcuni appartenevano già da tem-pi remoti a privati, altri invece eranodi proprietà comunale. Sono in numerodi 437.