CANTONE TICINO
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rere allato parelleli e subito dopo s’aprela ridente distesa dei pascoli di Motto Bar-tòla.
Qui musica di campanelle e ombre di-screte di larici, rustiche casine airolesi eun caseificio aperto in giugno prima chegran parte del bestiame salga sugli alpi,qui parecchie caserme e due locande ; quila vita che pulsa quieta e serena al sus-surro delle albe rosate e dei religiosi tra-monti ; qui lo spirito che intreccia ghir-lande di tenerezza pei propri sogni ...
Nella prima metà di luglio, i pendìi del-la Tremola offrono uno spettacolo indimen-ticabile per chi ha l’anima vibrante al sof-fio della poesia. Dal fiume e su su finoagli eccelsi pascoli si spiega maliosa lafioritura dei rododendri. E’ qui che siama la rosa alpina, non nei mazzetti stri-minziti e compassati degli alpinisti ! Quidove i cespugli — nella libera espansionedella loro esuberanza — si susseguonofitti fitti per intere regioni, circonfusi di
rude fragranza, ammantati di rosa, dirosso, di porpora e accendono la monta-gna di sorriso e le danno l’aspetto fanta-stico d’uno di quegli arditi paesaggi chesolo ci è dato di contemplare nella luceamorosa della visione.
E in settembre quando è del tutto estin-ta la flora dii lassù, impareggiabile perricchezza e splendore e la gioia delle zollesembra declinare nell’ ineffabile malinco-nia del rimpianto, c’è ancora una piccolaconsolatrice. C’è l’erica alpestre, ultima asfiorire, che spiega il fascino delicato dellesue coronine lilla e violette a gradazioniinfinite.
iS’adagia al piano, s’inerpica per le sco-scese pendici, attenuandone lo squallore,occulta l’asprezza della rupe infiorandola,s’accompagna alla voce querula delle sor-genti, diffonde una grave dolcezza dovel’anima stessa dell’autunno palpita langui-damente.
Permea Pini^Chiosi.