LA SVIZZERA
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Talora, all’irrompere del favonio, in certivillaggi alpini, non ei accende il fuoco perscongiurare gli incendi.
Nel 1861, a Glarona , scoppiò un incendioche, alimentato dal favonio, distrusse quel-la graziosa cittadina.
Come nel Ticino , in tutte le vallate dellaSvizzera soffiano « le brezze di valle » e« di monte ».
Piogge.
La distribuzione delle piogge nellaSvizzera è piuttosto ineguale. E ciò di-pende dalla varietà del rilievo e dalladisposizione delle montagne rispetto al-la direzione dei venti umidi. Questi, cheprovengono dall’ Atlantico, s’incontranodapprima nella catena del Giura e sca-ricano, sul versante occidentale, moltodel loro vapor acqueo. Lungo l’Altipiano— che la catena del Giura ripara daiventi umidi — le piogge sono meno ab-bondanti, ma vanno gradatamente au-mentando mano a mano che ci avvici-niamo alle Alpi , ove raggiungono il loromassimo verso i 2000 m. di altezza.
Le massime precipitazioni si hanno nelversante occidentale del Giura vodese ; nel-la Svizzera italiana; nelle Alpi , dal Finste-raarhorn al Silntis.
Generalmente, le piogge sono più ab-bondanti nel versante sud delle Alpi chein quello Nord, perchè qui, oltre ai ventiumidi dell’Atlantico, soffiano anche quel-li del Mediterraneo, i quali si scaricanoincontrando l’elevato baluardo delle AlpiLepont iche. .
La regione più asciutta della Svizzeiaè la valle del Rodano , la quale ha, in al-cune parti, un clima di steppa. Ne è cau-sa la sua orientazione nella direzionestessa dei venti umidi, per cui questi laattraversano in tutta la sua lunghezzamolto facilmente, senza superare graviostacoli e quindi senza produrre abbon-danti piogge.
A Sierre le precipitazioni annuali varia-no da 50 a 100 cm. Sugli spalti di Sion prosperano le opunzie, le quali sono pianteproprie delle regioni aride (steppe). Invece,
verso l’origine della valle, là dove i ventis’imbattono nei contrafforti del massicciadel Gottardo, le cadute d’acqua sono oltre-modo abbondanti. Sul passo della Grimselcadono circa 17 m. di neve all’almo. *■)
Il clima di alta montagna.
Con quanto più saliamo, l’aria, oltreche diventare secca, si rarefa sempre piùe lascia, con maggior facilità passare iraggi solari. Si spiega così l’anomalia,che, in alta montagna, il calore solare ètanto più sensibile quanto più la densitàdell’atmosfera, ■— e per conseguenza lasua capacità di assorbire calore — dimi-nuisce. Per la stessa ragione lo splen-dore della luce diventa più intenso e ilsole è vieppiù in grado di abbronzare lanostra pelle.
Questo fenomeno spiega le forti diffe-renze di temperatura che si osservanonel corso di una giornata d’inverno, nel-le elevate località alpine. Mentre all’om-hra si registrano —10, —20 gradi, al so-le si registrano +20 e +30, ed eccezio-nalmente fino +40 gradi.
I sanatori e le stazioni di sport inver-nali (Levsin, Montana, Arosa, Davos ,ecc.) si stabiliscono di preferenza sullealture, per poter usufruire dei grandibenefizii dell’aria limpida, dell’elevatogrado di calore solare e delle proprietàterapeutiche d’una intensissima luce.
LETTURA.
L’ irrigazione nel Vailese.
Per lottare contro la siccità, gli alpigianidel Vailese hanno costruito le loro bisses,specie di piccoli canali di irrigazione,strani, originali, unici al mondo, i qualitestimoniano un’intelligenza ammirevolenella utilizzazione del suolo, ed un sensonon comune di adattamento a tutte de for-me della natura alpestre.
Le bisses sono di origine molto antica, eprobabilmente romana. Le troviamo accen-nate già in documenti del XIV secolo; e
1) E’ per questo che sulla Grimsel furono re-centemente costruiti importanti bacini di accumulamento.