9 2
E alcun altro occupasse il regno Ascreo.
Quindi nacquero gli odj: E chi doveaUn ribaldo soffrire, odiato avanzoDell’ ira eterna, e cui lo stesso AruspiceEspiar non potria con Ecatombe?
Aggiunser pur sprone, e materia al libroL’uso scorretto, e sue parole osceneNe’ collegj de’giovani: Ei chiamavaSemplicità in pudor, mal convenienteA giovine beltà: Laudò ogni reaLascivia, e giunse a dire un sogno Iddio.
Quando vide il Satirico che tantaNequizia appulidìa l’intera Roma ,
Arse di sdegno, e assertor dell’onestoVolle lasciare ai posteri lo esempioCome si domi un pazzo Calabrese,
Se mai nuovo Bion tornasse al mondo...
Ammiro il suo valor! Ma qual sì duraLegge lo astrinse a ricoprir suo Nome,Senza pascersi almen di un vano applausoPerò che ogni mercè dei vati è postaIn sterili sussurri, e vuoti evviva!
Il fornajo, il beceajo, il salumajoFan tesori a bacchetta, e il sol Poeta ,
Che illustra il Secol suo con opre degne,Si muor di fame!... Bravo! Il senno tuoL’ età precorre! Sarai della scuolaGridato Imperator. Per più cagioniL’Autore si occultò: Basti sol questa: