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Satire di Quinto Settano recate in versi italiani / da Melchior Missirini ...
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SATIRA Vili.

IL CARNEVALE

Cxià non appesi il pletro ai lauri ascrei,

mi strinsi con alto giuramentoVelalo il crine alle pimplee fontaneDi non riprender le riposte corde.

Perdono o Muse se di nuovo indotto

Sono a impugnar la sferza : E non vogliateAvermi reo di rotta, se ancoraAguzzar deggio licambèe saette.

E ver, lultimo canto o Filodemo

Sciolsi, e a lungo frenai la Musa irata,Sperando col tacer farti migliore;

Ma i tuoi costumi, e la natura rea,

Sotto lo influsso delle patrie stelle,

E il cuor formato di calabro fangoSi oppongono al ben fare: E perchio tacciaDevizj innati, e bevuti col latte,

Mi è forza condannar quel tuo sembiantePiù indomito di selce, e di adamante,

Cui batter non porrian cento Ciclopi,

E Piracmone istesso i colpi alterni